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Martedì 20 ottobre 2015, dopo due anni di richieste per sollecitare l’inizio della trattativa per la definizione del compenso per le utilizzazioni delle opere audiovisive nei programmi RAI, questione di primario interesse per tutti gli attori e i doppiatori, vi è stato finalmente un incontro in merito, presso la RAI.

 

Al tavolo erano stati invitati ed hanno partecipato, oltre ai rappresentanti della RAI, i responsabili dei settori coinvolti nella programmazione delle opere, il Nuovo IMAIE, Artisti 7607, Diritti Artisti IPAA e RASI.

Nonostante siano trascorsi oltre tre anni dall’approvazione della legge sulle Liberalizzazioni (Decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1), nessun passo avanti è stato fatto da parte della RAI ai fini di ottemperare agli obblighi di legge.

In primo luogo, per rinnovare un accordo, lo dice la parola stessa, ci saremmo aspettati di ricevere una copia di quello in vigore, da utilizzare come base di partenza per la discussione. Tale documento non è mai stato consegnato.

Inoltre la RAI disattende gli obblighi di legge, che impongono la consegna alle collecting, con cadenza trimestrale, dell’elenco degli artisti presenti nelle opere utilizzate, nonché l’elenco delle opere stesse utilizzate. Ciò è particolarmente grave se si considera che migliaia di artisti non sanno di essere aventi diritto e sono così privati di quanto gli spetta.

La nostra organizzazione, insieme ad altre, ha fatto presente che la Direttiva Europea 2014/26/UE del 26 febbraio 2014 individua norme vincolanti a carico degli utilizzatori riguardo le modalità di comunicazione alle collecting. In particolare essa impone di:

  1. definire il termine di consegna dei dati;
  2. concordare con le collecting il formato di trasmissione dei dati elaborati, necessari per la riscossione dei proventi dei diritti e per la loro distribuzione;

Per quanto riguarda i fondi degli artisti apolidi e di quelli non individuabili, noi dell’IPAA abbiamo chiarito che convenzioni internazionali, sin dal 1969, hanno già risolto questo problema. Infatti ogni accordo bilaterale tra le società contiene la specifica che i suddetti diritti rimangono alle collecting che hanno incassato questi fondi, perché possano essere utilizzati per attività di sostegno alla categoria (art 7 Legge 93/92)

Restiamo in attesa di precise risposte, in particolare riguardo la definizione dei punti a) - b). Tenuto conto poi dei tempi per andare a regime, da parte nostra ci saranno tutte le disponibilità per  accettare disposizioni di transizione.

Roma, 22 ottobre 2015

                                                                                  Mimmo Del Prete

                                                                       Presidente Diritti Artisti – IPAA

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